BUSINESS DI SQUADRA, PANEL 1 – LE IMPRESSIONI DEI RELATORI

Durante il convegno organizzato all’interno di “Business di squadra. Matching del Consorzio Varese nel Cuore”, Antonio Bulgheroni, consigliere della Pallacanestro Varese insieme a Maurizio Gherardini, general manager del Fenerbahce Ulker, nel Panel 1, hanno affrontato il tema “La gestione di una società sportiva di successo”.

«Negli anni dei Roosterdichiara Antonio Bulgheroniabbiamo cercato di dare continuità lavorando tanto sul settore giovanile. Abbiamo quindi costruito un legame che vive ancora oggi con la città, il territorio e i tifosi. Poi con quella squadra siamo riusciti a vincere anche un campionato ed è stato straordinario. Oggi la situazione generale è quella che è ma qualcosa si sta muovendo, sopratutto nel calcio. E la Juventus in questo è un esempio: ha uno stadio di proprietà e sta lavorando nella giusta direzione. Cosa si può fare per migliorare il movimento basket in Italia? La prima cosa sono sicuramente gli impianti. Il nostro movimento poi non può fare a meno dalle piazze storiche come Bologna, Roma e Treviso. Infine si dovrebbe iniziare a pensare a delle polisportive che potrebbero coinvolgere squadre di calcio e di pallacanestro».

«Un club come il nostro sottolinea Maurizio Gherardiniconta su una base di 30 milioni di tifosi con un seguito importante in ogni parte del mondo. Però se uno guarda in generale, lo sport in Turchia è su una dimensione completamente diversa rispetto all’Italia. Io ho cercato di portare una strategia creando un team fuori dal campo per arrivare, grazie alla programmazione, a dei risultati sul parquet. In Turchia cercare di avere una programmazione è difficilmente digeribile però questo è alla base dei grandi progetti e delle grandi imprese. Quest’anno con il Fenerbahce abbiamo vinto tutto quello che si poteva vincere grazie alla programmazione e alla fine sfilare davanti a 150.000 persone a stagione conclusa ci ha riempito di orgoglio. Si vince assieme e si perde assieme. Come può crescere la pallacanestro in Italia? Sicuramente le squadre devono cercare soluzioni alternative per diventare sostenibili con la tecnologia del futuro. E in questo Varese è stata brava a pensare al Consorzio e all’azionariato popolare. Comunque il discorso impianti rimane fondamentale».