DELLA VALLE: «A VARESE UN'ACCOGLIENZA STREPITOSA»

Questo pomeriggio, presso la sede di Induno Olona del nostro partner Birrificio Angelo Poretti, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione di Amedeo Della Valle.
Ecco le sue dichiarazioni:

«È strano vedermi con i colori di Varese, ma sono molto felice di indossarli. Il livello si alza sicuramente e non vedo l’ora di dare il mio contributo per aiutare la squadra a raggiungere insieme i nostri obiettivi. Fin dal mio arrivo sono stato fortunato, perché ho ricevuto un’accoglienza strepitosa: Varese mi ha accolto benissimo e anche le persone che incontro per strada mi trasmettono grande entusiasmo, mi incitano e vogliono sapere come stanno andando le cose. È un ambiente che conoscevo già per la sua grande passione: questo è sempre stato un palazzetto molto caldo, nel quale da avversario è difficile giocare, e viverlo adesso dall’altra parte mi ha fatto davvero impressione. C’è un tifo vivo e si percepisce chiaramente quanto la gente tenga alla squadra. Per quanto riguarda il mio ruolo, voglio essere un leader di questa squadra e, arrivato a questo punto della mia carriera, ho voluto prendermi questa responsabilità. Chiaramente tutti vogliamo vincere, ma dobbiamo procedere uno step alla volta. I risultati arrivano quando tutti gli assi si allineano e quando ogni componente della squadra riesce a dare il proprio contributo. In campo cerchiamo di aiutarci a vicenda: più giochi insieme, più cresce il livello e più impari ad adattarti ai tuoi compagni e alle loro caratteristiche. Penso di poter tranquillamente giocare e coesistere con loro e credo che, lavorando insieme, possiamo rappresentare una sfida importante per i nostri avversari. Quello che è successo durante l’estate è stato sicuramente uno shock emotivo e mi ha cambiato completamente la vita. In quel momento una delle mie priorità era rimanere vicino a casa e alla mia famiglia e, nella scelta di Varese, è stato importante anche il rapporto con Luis Scola. Siamo stati compagni di squadra e siamo rimasti in contatto anche negli anni successivi: io ho riposto la mia fiducia in lui e lui ha fatto lo stesso con me. Luis mi ha sempre scritto e il rapporto che abbiamo costruito va oltre il campo. Quando giocavamo insieme a Milano ho persino fatto realizzare un murales sul terrazzo di mia madre. Da lui ho imparato tanto, soprattutto dal punto di vista della positività: pretendeva che nello spogliatoio ci fosse sempre un bel clima ed è un insegnamento che mi è rimasto. Doppia competizione BCL e LBA? Adesso voglio soprattutto giocare. Mi piace farlo e disputare tante partite non mi ha mai pesato. A Brescia, quando abbiamo affrontato anche le coppe, siamo riusciti a vincere la Coppa Italia, quindi sono molto contento di poter giocare anche la Basketball Champions League con Varese. È una competizione che mi stimola sinceramente e, a 33 anni, mi sento ancora giovanissimo. Chiaramente la cosa fondamentale sarà stare bene fisicamente per riuscire a rendere al meglio in campo. Nazionale? In questo momento sono completamente concentrato su Varese e non mi va di pensare già alla prossima estate. C’era anche l’idea di arrivare a Los Angeles con il 3×3, ma dopo l’infortunio alla mano non è semplice pensare di arrivare pronto per giocare a quel livello. Inoltre, in questo momento sono troppo coinvolto nel 5 contro 5 e non riuscirei a dedicare al 3×3 le giuste attenzioni. Varese è una bella città e tante persone mi avevano parlato bene di questa realtà. Personalmente non ho bisogno di chissà cosa per stare bene. Se fosse per la voglia, potrei continuare a giocare fino a 50 anni, ma oggi è difficile dire cosa succederà. Dopo quello che mi è capitato ho imparato che pensare troppo avanti non serve: preferisco concentrarmi su quello che ho davanti, vivere il presente e pensare all’oggi».

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